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La storia di Naomi Hunter 

Apro con la dottoressa Naomi Hunter una rubrica che volevo realizzare e che mi è stata chiesta da tempo: raccontare i personaggi della saga Metal Gear, dopo aver raccontato sulle pagine di SpazioGames le loro vicende nella retrospettiva completa.

Iniziare con Solid Snake o Big Boss sarebbe stato troppo ovvio: per questo, nella prima puntata voglio raccontarvi la storia di Naomi Hunter. L’intento è quello di percorrere vicende, retroscena e motivazioni di personaggi che sono sì protagonisti, ma spalle e parte degli eventi, più che veri e propri fulcri del viaggio dell’eroe. Naomi è uno di questi.

Le origini di Naomi

Nata in Rhodesia durante gli anni ’70, Naomi rimase orfana di entrambi i genitori nel 1979, quando durante la guerra civile il soldato Frank Jaeger li uccise entrambi. Incapace di assassinare anche la bambina, l’uomo la porta con sé, trattandola come una sorella e crescendola come tale.

Sketch di Shinkawa e modello di Naomi in MGS4

Dopo aver trascorso del tempo con Frank, Naomi incontra l’eroe leggendario conosciuto come Big Boss, che la aiuta a lasciare la Rhodesia per arrivare negli Stati Uniti: è qui che la donna comincia la sua nuova vita e che compie il percorso di studi che la porta fino al college e alla specializzazione come dottoressa esperta in genetica e nanotecnologie.

La maledizione di Naomi

Gli studi della dottoressa Hunter assumono però una piega inaspettata, quando il fratello Frank Jaeger viene sconfitto da Solid Snake a Zanzibar Land e viene rispedito a casa “come un povero mutilato“. Nel 1999, Naomi giura che vendicherà quanto accaduto a Frank, che viene sottoposto dalla dottoressa Clark a esperimenti che lo renderanno un Cyborg Ninja.

Pazientemente, la donna aspetta la sua occasione di incontrare Solid Snake: nel 2003, si occupa di seguire la terapia genetica per il corpo speciale Fox-Hound, curando il potenziamento dei Soldati Genetici. Proprio in questo contesto la donna entra a contatto con la dottoressa Clark: aiuta suo fratello a scappare, spinta anche da due ex membri dei Patriots (Big Mama e Ocelot), lo fa risultare ufficialmente morto. A morire nella fuga di Frank, invece, è proprio la Clark, il cui decesso passa agli atti come un incidente.

Un fanart (purtroppo non conosco l’autore) che mostra Frank, Naomi e Big Boss

La caduta della fu Para-Medic consente a Naomi, tra le altre cose, di ottenere il posto di medico principale di Fox-Hound. La dottoressa ha l’occasione della vita: lavora al virus FOXDIE e, alle spalle del Pentagono che le ha affidato l’incarico, applica delle modifiche al virus, in attesa di entrare in contatto con Solid Snake.

I vowed revenge

La vendetta che Naomi agognava da sei anni le si presenta davanti nel 2005, quando Solid Snake viene trascinato sull’isola di Shadow Moses per placare la crisi scatenata dalla rivoluzione di Fox-Hound, che si è impadronita dell’arma nucleare Metal Gear REX sotto gli ordini del comandante Liquid Snake.

Mentre prepara Snake per l’infiltrazione, iniettandogli nanomacchine e peptidi anticongelanti che lo preparino alla missione, Naomi procede a somministrargli FOXDIE. Snake diventa, a sua insaputa, portatore del micidiale virus che, nei piani del Pentagono, avrebbe dovuto uccidere i testimoni dell’incidente REX e consentire di recuperare intatti l’arma e i dati del progetto, incisi su un disco ottico in possesso di Kenneth Baker, presidente della ArmsTech che ha elaborato il Metal Gear.

Per via della modifica di Naomi, però, anche Snake diventa bersaglio del virus. Difficile, però, prevedere quando il virus potrebbe attivarsi, fermando il suo cuore come accade alle altre vittime il cui codice genetico veniva identificato come bersaglio.

La vendetta di Naomi assume però meno senso e meno significato, per lei, via via che durante la missione, essendo parte del team di supporto del soldato, inizia a conoscerlo: scopre che Big Boss, ucciso proprio da Snake, secondo gli atti ufficiali, era il padre del Serpente. Scopre anche che Snake considera Frank Jaeger tutt’oggi come il suo migliore amico, nonostante sia stato costretto ad affrontarlo e distruggerlo a Zanzibar Land. La guerra non è un buon motivo per terminare un’amicizia, le ricorda Snake.

Naomi è spiazzata e vede traballare ciò che l’aveva tenuta in vita: la sua voglia di vendetta. Mentre la missione di Snake procede, il Pentagono scopre che la dottoressa ha manomesso il virus FOXDIE e la mette agli arresti per alto tradimento, sotto ordine di Richard Ames, che lavora per la Difesa statunitense.

Nonostante ciò, Naomi riesce a mettersi in contatto con Snake e a raccontargli la verità sulla sua vendetta, sulle sue motivazioni, sul suo pentimento. La dottoressa Naomi Hunter, che si rivela essere una donna senza nome che si è appropriata dei documenti di una Naomi Hunter scomparsa, non ha niente di suo: ha studiato genetica per scoprire le sue origini e ricordare quei genitori che ha perso troppo presto, per sapere chi erano, perché è rimasta da sola, perché abbia avuto solo Frank, dove poteva andare. La genetica, invece, le ha dato la possibilità di vendicarsi. Di lasciarsi corrompere. Naomi ha lasciato la porta aperta a questa eventualità — e questa eventualità l’ha resa quello che è.

Nuovamente bloccata prima che possa concludere la sua comunicazione con Snake, Naomi riesce a comunicare con lui solo al termine della missione, quando il Metal Gear REX e Liquid Snake sono stati distrutti. Per riuscire nell’impresa, però, Snake si è affidato al sacrificio di Frank Jaeger, morto nello scontro con il REX e presente a Shadow Moses con il suo esoscheletro da Cyborg Ninja. Addolorata per la definitiva morte del fratello, Naomi ha ormai perdonato Snake — e Snake ha perdonato Naomi: l’eroe leggendario non le rivela quanto Frank gli ha confidato prima di morire, ossia di essere stato l’assassino dei genitori della bambina che poi salvò e portò davanti a Big Boss.

L’avventura a Shadow Moses di Snake e Naomi si chiude con l’uomo che le domanda quando scadrà il suo tempo, secondo la programmazione di FOXDIE. Naomi ammette di non averne idea e offre a Snake un consiglio: vivi. Una scelta che lei stessa, ora che ha scoperto l’inutilità della vendetta, vuole compiere. Guardando finalmente avanti, e non indietro.

Siamo quello che siamo

La scelta di Naomi di vivere non è esattamente come ci si aspetterebbe. Agli arresti per il suo tradimento al Pentagono, la donna dopo Shadow Moses viene liberata a sorpresa da Liquid Ocelot, che riesce a portarla via e a far ricadere le colpe dell’operazione su Solid Snake.

Liquid, in realtà, è interessato ai talenti di Naomi. Negli anni 2010, il sistema SOP è ormai diventato predominante e consente, attraverso le nanomacchine, di controllare soldati e campi di battaglia: ogni elemento ha un ID che deve corrispondere all’arma (o al mezzo) per poterla utilizzare, il che significa che è possibile disarmare qualcuno con uno schiocco di dita. Inoltre, SOP sopprime le emozioni dei soldati, rendendoli delle perfette macchine da azione militare.

In questa situazione, Naomi è l’arma che Liquid vuole usare per rovesciare SOP e mettersene a capo. La chiave per accedere al Sistema è infatti il DNA di Big Boss. Il primo esperimento di Naomi, nel 2014, è svolto con quello di Liquid Ocelot: il codice, però, non è perfettamente identico a quello di suo padre e l’esperimento fallisce.

Naomi riesce a mettersi in contatto con Solid Snake e con il suo alleato Otacon, anche se Snake è ora ridotto a un vecchio: in laboratorio, quando venne clonato, venne creato appositamente affinché avesse una vita breve, in modo che l’arma non potesse cadere nelle mani sbagliate — e oltretutto è stato reso sterile per lo stesso motivo.

Naomi, in una video criptato, chiede a Snake e Otacon di venire ad aiutarla per liberarla da Liquid, che la tiene segregata in un laboratorio in Sud America. L’arrivo di Snake non tarda ad arrivare e Naomi, di fronte al suo invecchiamento, constata che ha ormai al massimo sei mesi di vita. C’è però di peggio: il FOXDIE che lei gli iniettò a Shadow Moses ha cominciato a mutare, il che significa che entro tre mesi i suoi recettori inizieranno a impazzire, attaccando chiunque si trovi nelle vicinanze di Snake e uccidendolo. Entro tre mesi, insomma, l’ospite del virus deve morire.

Non senza difficoltà, Snake riesce a portare via Naomi. Nel frattempo, però, Liquid tenta di impadronirsi di SOP usando il DNA di Solid come chiave, dopo che Naomi lo aveva prelevato per gli esami: anche in questo caso, l’esperimento fallisce.

Sull’aereo Nomad, sede volante dell’eroe leggendario e del suo amico e alleato Otacon, Naomi incontra proprio il dottor Emmerich e la piccola Sunny, che Hal tiene in custodia. La bambina si rivela un hacker dei computer e anche colei che ha decifrato il messaggio criptato che la dottoressa inviò ai due. Colpita dai talenti di Sunny, Naomi si invaghisce infine di Hal e passa la notte con lui.

Quando Snake raggiunge l’Europa dell’Est per mettersi sulle tracce di Big Mama, che sembra essere in possesso dei resti del corpo di Big Boss, Naomi scompare misteriosamente dal Nomad. Aveva lasciato l’aereo per fare visita al dottor Madnar, un esperto in cibernetica che avrebbe potuto aiutare Raiden, ferito in Sud America. In realtà, invece, la donna torna da Liquid Ocelot.

Sentendosi tradito, Snake non sa più cosa aspettarsi da lei. E non sa più da che parte Naomi stia veramente.

Carry on our will

Snake si imbatte nuovamente in Naomi solo quando deve tornare a Shadow Moses. Ora che Liquid si è impadronito del DNA di Big Boss, in Europa dell’Est, intende portare via il cannone a rotaia dai resti del Metal Gear REX per lanciare un missile nucleare contro il satellite JD, l’intelligenza artificiale centrale che controlla il Sistema dei Patriots. Abbattuto JD, infatti, il controllo del Sistema passa a GW — l’IA di cui Liquid è in controllo, ora che ha ottenuto la chiave, e che normalmente controlla le forze militari.

Naomi assiste impotentemente alla morte di Vamp, che era stato reso immortale dalle sue nanomacchine — motivo per cui la donna lo considera come una sua creazione. A fronte della diffidenza di Snake, la dottoressa rivela finalmente parte delle sue intenzioni: la vita che Naomi voleva scegliere non esisterà mai, perché i suoi lavori l’hanno esposta a forti dosi di radiazioni, che hanno portato a una diagnosi di cancro. La donna è terminale e sono solo le nanomacchine presenti nel suo corpo a tenerla in vita, soppiantando le funzioni vitali già compromesse.

Raiden, accanto a Snake e al robot Mark III che porta la telepresenza di Otacon, porta a Naomi un messaggio da Sunny: le ho cucinate bene. La dottoressa comprende che la piccola è riuscita a completare il programma che lei stessa stava sviluppando e che le aveva presentato. Significa che la sua missione è compiuta e che è venuto il momento che la dottoressa Hunter, o qualsiasi fosse il suo vero nome, paghi il prezzo per le vite che la sua ricerca e i suoi errori hanno spezzato, per il fatto che le sue ricerche genetiche abbiano reso possibile l’orrore delle odierne nanomacchine.

Nello stesso esatto posto dove morì suo fratello Frank Jaeger, Naomi si inietta un inibitore che disattiva le sue nanomacchine. Il loro spegnimento causa l’interruzione delle sue funzioni vitali. La dottoressa si accascia davanti agli occhi di Otacon, che si era innamorato di lei, e lo prega di portare avanti il loro scopo: fare in modo che le loro conoscenze scientifiche non vengano sfruttate per scopi malvagi.

Il cadavere di Naomi è abbandonato sull’isola di Shadow Moses, finalmente in pace. La sua missione, si compirà solo da postuma: quando Snake e Otacon riescono a caricare il virus creato da Naomi e Sunny in GW, l’intero sistema dei Patriots viene cancellato. Un video messaggio della dottoressa, che era consapevole del suo destino, saluta il successo dell’eroe leggendario, rivelando che il nome del virus è FOXALIVE — creato per farsi perdonare gli orrori di FOXDIE. Naomi ricorda anche a Snake la sua missione, morire prima che FOXDIE possa sterminare l’umanità, e ringrazia Hal per l’amore che le ha fatto provare negli ultimi giorni della sua breve vita.

Quando si trova al cospetto di Liquid Ocelot, Snake apprende il resto della storia di Naomi, che ha sempre collaborato con Ocelot per cercare di ribaltare il sistema dei Patriots. Quando la donna è stata a contatto con lui, stava già lavorando a FOXALIVE non perché Ocelot si impadronisse di GW, ma perché il sistema crollasse. Lo scopo è riuscito e tutti coloro che sono stati legati ai Patriots, dal primo all’ultimo, sono morti. Chi, perché già condannato, come Naomi. Chi, perché contagiato da una nuova forma di FOXDIE sviluppata dai Patriots stessi: lo stesso FOXDIE che soppianta il vecchio virus in Snake e gli evita il destino di arma biologica ambulante, consentendogli di vivere in pace i suoi ultimi giorni, finché la natura lo vorrà.

Dietro le quinte di Naomi

La dottoressa Naomi Hunter è uno dei personaggi chiave dell’originale Metal Gear Solid. Quando creò il suo personaggio, Hideo Kojima affermò di aver scelto di chiamarla “Hunter” perché il cognome è la traduzione di “Jaeger”, cognome di suo fratello Frank. Originariamente, l’idea del game designer era quella di chiamarla Naomi Kai, che sarebbe stato anagramma di Konami.

Nel gioco originale, Jennifer Hale la doppiò con un accento inglese, ma sia nel remake The Twin Snakes che in Guns of the Patriots, Naomi parla in realtà con un accento americano. In merito al suo aspetto in MGS4, invece, è palese il riferimento a Monica Bellucci, ma facendo delle ricerche non sono riuscita a trovare riscontri sulla volontarietà della cosa — ossia, probabilmente anche per una questione di diritti di immagine, non è stata resa “ufficiale”.

In compenso, ci sono delle testimonianze di Yoji Shinkawa, artista creatore dei personaggi della saga, che afferma di aver avuto particolare difficoltà a disegnare Naomi, perché doveva incarnare la donna ideale di Kojima-san. Sul fatto che la donna dei sogni del game designer (ruolo condiviso con Rosemary, ricordo) sia una enigmatica dottoressa dagli intenti buoni ma dai mezzi a tratti spietati (sì, sto parlando di iniettare FOXDIE a Snake), lascio ai posteri la sentenza!

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