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Le 5 notizie videoludiche della settimana – 21 dicembre 2019 

Questo è un innocente blog personale incentrato – ormai lo avete capito – sui videogiochi narrativi e, perché no, sulle dinamiche della game industry. Molti di coloro che mi fanno visita sanno che lavoro a tutto questo nel tempo libero, perché in quello lavorativo mi occupo, tra le altre cose, del ruolo di caporedattrice news sulla testata giornalistica SpazioGames.it.

Visto che, in sintesi, mi occupo di notizie per tutti i giorni delle mie settimane, ho pensato di proporre una piccola rubrica su Secondo Tahva, in cui vi racconto in una rapida carrellata per 5 notizie sui videogiochi narrativi (e sull’industria dei videogiochi, appunto) che non dovete assolutamente ignorare. Un microscopico video di recap, che vorrei realizzare con uscita settimanale per il sabato – a meno di settimane lavorative particolarmente problematiche che me lo renderebbero difficile.

Fatta la dovuta premessa, vediamo le 5 notizie imperdibili di questi giorni.

I parallelismi di The Last of Us

In questi giorni, Neil Druckmann, game director di The Last of Us – Part II, ha scaldato il cuore dei fan, facendo sapere che il sequel avrà molti rimandi e parallelismi con il gioco originale. Le sue dichiarazioni si sono originate quando un fan ha condiviso delle immagini in cui faceva notare che la sequenza in cui Ellie e Dina chiacchierano mentre osservano un panorama rimandava a quella in cui Ellie faceva lo stesso, osservando il parco, in compagnia di Joel.

Non si tratterà dell’unico rimando e dell’unica somiglianza tra i due giochi, anche a livello di scelte di regia, ha fatto sapere Druckmann. Sono abbastanza sicura che sia una notizia che farà più che piacere agli appassionati che attendono il ritorno di Ellie e sono pronti a farsi sommergere dai feels.

Le novità di Resident Evil 3

A proposito di giochi attesi, in settimana Capcom ha fatto sapere che, come già accaduto per Resident Evil 2, il remake di Resident Evil 3 proporrà delle piccole novità, anche in tema di scrittura. Nelle parole di Masachika Kawata, producer del gioco per la compagnia giapponese, ci ritroveremo di fronte a «personaggi più interessanti».

Aspettiamoci, allora, qualche nuovo dialogo, presenze rivedute nel loro peso narrativo e, perché no, magari anche qualche piccolo cambiamento in delle sequenze, in cui magari dei personaggi giocheranno un ruolo più importante. Per ora, sappiamo solo con certezza che Dario avrà più spazio rispetto a vent’anni fa – vediamo se Capcom si lascerà sfuggire qualcos’altro prima di aprile.

Dino Crisis, sei tu?

A proposito di Capcom, questa settimana ci siamo ritrovati tutti a parlare del fatto che Capcom abbia rinnovato il marchio Dino Crisis. Considerando che la compagnia sta facendo faville con i suoi ritorni al passato, visto il successo di Resident Evil 2 e com’è stata accolta la notizia di Resident Evil 3, il cuore dei fan di Regina ha cominciato a battere all’impazzata.

Per ora, però, il rinnovo del marchio può voler dire tutto e niente: Capcom potrebbe averlo sì rinnovato perché in vista di un remake, ma anche semplicemente perché vuole tutelarsi ed evitare che qualcun altro lo utilizzi. Vedremo quale sarà l’opzione esatta, e chissà che non sia la volta buona per il ritorno dei dinosauri dopo anni di oblio.

I videogiochi narrativi sono politici, per gli autori di Life is Strange

In settimana su SpazioGames ho avuto il piacere di parlarvi delle dichiarazioni di Michael Koch Jean-Luc Cano, creative director e scrittore di Life is Strange 2. In una intervista concessa a GameSpot, infatti, i due hanno parlato del fatto che un videogioco narrativo non possa, per definizione, esimersi dall’esprimere un’idea politica. Il che, attenzione, non significa fare apertamente propaganda: significa semplicemente mettere o non mettere luce su un determinato tema, o raccontarlo nel modo scelto.

Secondo Koch, addirittura, «ogni opera è intrinsecamente politica», perché gli scrittori che la firmano hanno una loro visione del mondo e dei temi più delicati. Nel caso di Dontnod, anche «scegliere di non trattare un tema è una scelta politica – la scelta di non parlarne», a dimostrazione del fatto che i videogiochi hanno grande forza narrativa, anche per portare con sé messaggi capaci di far riflettere su un mondo, il nostro, che di virtuale non ha niente.

life is strange personaggi

E, a proposito di Life is Strange, nella stessa intervista gli autori hanno tenuto aperta sia la porta all’arrivo della serie su Nintendo Switch, sia ai possibili lavori su Life is Strange 3. Tutte le decisioni, però, passano per il publisher Square-Enix, proprietario dell’IP. Vedremo se ci saranno novità.

I rinnovamenti di Final Fantasy VII

Anche Final Fantasy VII: Remake farà quanto detto da Capcom per Resident Evil 3: inserirà degli aggiustamenti e delle novità qua e là, per adattare il gioco ai nuovi standard tecnologici e, perché no, anche per arricchirne la scrittura.

In settimana, Square Enix ha spiegato vedremo alcune scene con più dialoghi rispetto al gioco originale, con alcune cose che saranno reinterpretate e adattate. Per fornire un esempio, la compagnia giapponese ha parlato del caso del cimitero dei treni, uno degli scenari del titolo originale: visitandolo, questa volta i personaggi interagiranno tra loro, con battute e alcuni dialoghi che in origine non erano presenti.

Sicuramente, si tratta di una scelta che non stupisce, considerando che è stato reso noto che tutta la prima parte del Remake, quella in uscita a marzo, includerà praticamente lo scenario di Midgar – che sarà quindi debitamente arricchito ed ampliato, per offrire un sufficiente numero di ore ai giocatori.

Bonus: Death Stranding arraffa award

Dopo i The Game Awards di settimana scorsa, che hanno diviso i premi un po’ tra tutti, i PlayStation Blog Awards assegnati direttamente dai giocatori hanno visto Death Stranding fare la parte del leone. Il gioco di Kojima Productions è stato premiato dai giocatori come Gioco dell’anno, Miglior narrativa, Miglior comparto grafico, Miglior colonna sonora, Miglior esclusiva console, Miglior gioco PS4 e Miglior recitazione a Norman Reedus. In caso non bastasse, c’è anche Miglior software house a Kojima Productions.

Ne approfitto per ricordare due cose: la prima è che ai The Game Awards, con voto al 90% della critica e al 10% del pubblico, Sekiro è stato GOTY. Il gioco più premiato è stato invece Disco Elysium, inseguito da Death Stranding con tre statuette. Ve ne ho parlato su SpazioGames e vi lascio qui il link.

La seconda cosa che vi ricordo è che sono aperti, sempre su PlayStation Blog, i voti per il gioco della decade. Correte quindi a votare il vostro preferito a questo indirizzo.

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