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Nintendo Switch Lite ha senso? 

Ne abbiamo sentito parlare talmente tanto, un po’ come ai tempi della cosiddetta Nintendo NX, che ormai ci sembra praticamente di conoscerla da sempre. Parlo di Nintendo Switch Lite che, come avevano anticipato le voci, si propone come variante solo portatile della console della casa di Kyoto.

Cosa vuole fare questa console? Può avere senso sul mercato e che impatto può avere? La risposta è sì, può avere successo, perché guarda a un pubblico molto specifico: quello di chi si sta guardando intorno in cerca di un’alternativa, ora che Nintendo 3DS viaggia verso l’inevitabile eutanasia tecnica.

Nintendo Switch Lite avrà un prezzo più basso della console standard, si parla di 219€ a fronte dei 329€ del modello normale. Significa che sarà appetibile a due categorie di persone: chi punta al portatile e chi vuole risparmiare.

Se pensate di giocare in compagnia dei vostri amici sul divano, comprate la Switch. Se pensate di giocare in salotto davanti alla TV, comprate la Switch. Se giocate spaparanzati sul divano in solitaria, in treno, sull’aereo, se volete portarvi la console nello zaino e divertirvi on the go, prendete la Switch Lite. E, se rientrate in questa categoria, per voi poteva essere ugualmente appetibile anche 3DS, il che è esattamente il ragionamento di Nintendo.

Da quando Sony si è tagliata spontaneamente fuori dal mercato delle console portatili, spingendo in un fosso la povera PlayStation Vita, Nintendo ha dimostrato che, con buona pace del gaming su smartphone e tablet, c’è ancora un mercato per le piattaforme handheld. Nintendo 3DS è una macchina da guerra, in Giappone e non solo, e con le sue edizioni e riedizioni ha conquistato milioni di giocatori.

Cosa fare, ora che si avvia verso l’addio? Sostituirla, facendo in modo che, nella stessa logica che ha portato Sony a una PS4 e una PS4 Pro, i giocatori possano scegliere la console per le loro esigenze in una famiglia di offerte diverse.

Si tratta anche della stessa logica degli smartphone, come iPhone, ad esempio: tanti modelli per esigenze differenti. L’utente high-end non guarderà a Switch Lite, ma l’utente che vuole divertirsi in portatile, anche e soprattutto con una console che eredita da 3DS la saga Pokémon, sì. E guarderanno a Lite anche i genitori in cerca di una portatile per il pubblico dei giovanissimi, da sempre molto vicino alla proposta ludica di Nintendo.

Nintendo Switch Lite non avrà i Joy-Con estraibili. Avrà un display da 5,5″ anziché da 6,2″ e la batteria, da specifiche, dovrebbe garantire almeno un’ora di vita in più per le vostre scorribande fuori casa. Il taglio di prezzo si giustifica anche nel fatto che manchi la vibrazione HD Rumble e che, semplicemente, l’uso sul televisore sia reso del tutto impossibile dal fatto che manchi proprio la porta per il collegamento.

Esiste davvero un mercato differenziato tra Nintendo Switch e Nintendo Switch Lite? Lo scopriremo, ma la logica porta a pensare di sì. L’eventuale Nintendo Switch potenziata (che potrebbe anche essere un aggiornamento di quella base) di cui si parlava potrebbe affiancare Lite, proponendo così un’offerta per l’utente high-end e un’offerta per quello meno esigente. Pubblici diversi, budget diversi, proposte diverse.

Come ha evidenziato l’analista Daniel Ahmad, Nintendo ha imparato negli anni che riedizioni e aggiornamenti funzionano. DS è stato seguito da DSi, è arrivato 3DS, poi 3DS XL, poi 2DS, poi 2DS XL. Tutti si sono imposti, ritagliandosi la loro fetta di mercato: frammentare il pubblico funziona, perché alla fine della fiera entrano tutti nella base installata di quella console. A patto che  siano giocabili in formato portatile, tutti i giochi di Switch gireranno su Switch Lite. Significa che, con 219€, si può entrare nei mondi di Zelda: Breath of the Wild e di Super Mario Odyssey, per capirci. Comprando i giochi e la console, si spende meno di quanti soldi ci vorrebbero per la sola Switch standard.

Nintendo Switch Lite ha tutto il potenziale per fare bene e portarsi in casa il grande pubblico di 3DS che sta cercando dove accasarsi per il non immediato futuro. Si tratta di una scelta sensata non per il giocatore che si guarda intorno a 360° e sa che potrebbe sfruttare anche l’uso domestico, ma soprattutto per quella frangia di utenti più casual e meno esigenti che guardano all’acquisto della console partendo dal prezzo e dall’esigenza di usarla solo ed esclusivamente in portatile.

Sicuramente scopriremo la verità il 20 settembre, quando la console uscirà nelle sue tre colorazioni (e l’8 novembre con la livrea a tema Pokémon Spada e Scudo), ma è molto difficile aspettarsi un flop: in un mercato come quello giapponese, che ha sempre un occhio di riguardo per il gioco portatile, Nintendo Switch Lite potrebbe rivelarsi un grande successo.

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